
Dal Profondo
Blog di Nicola d'Antonio
Per chiarimenti, suggerimenti, critiche,
segnalazioni di errori (non mancano mai), proposte, ecc.


Un giorno di splendore e poi muore

Presentazione
Parole che camminano dietro le spalle,
suoni che entrano nelle vene,
spazi che si sciolgono nella mente,
ombre diffuse,
gocce nel mare.
Scrivere cullando il sonno,
per accarezzarlo
ed assaporare il piacere
dell’assurdo.
Viaggi lontani, specchiati nel pensiero,
immagini, ricordi, sapori,
odori che danno vita e forma
a percorsi contorti.
Melodie,
rintocchi del creato
che cercano con affanno
un significato.
Ti senti e ti tocchi… sei vivo.
Ti confronti con te stesso,
e i tuoi ritmi entrano in ogni cosa,
nei movimenti ripetitivi del microcosmo,
nelle galassie tumultuose che si scontrano
in una danza senza senso.
Vuoti interiori
osannano la solitudine umana,
il rifiuto del ruolo nella natura,
della fugace essenza.
La perdita della coscienza
che vedi ogni giorno sui volti della gente.
Quel sentirsi in gioco, pedina incontrollata.
Nascita, veglia, ragione, sonno e morte.
Tu che leggi
ti senti diverso ma non lo sei.
È un’illusione.
Se guardi nel fondo degli occhi
del bambino appena nato,
nelle pupille del vecchio che muore,
trovi te stesso… per sempre.