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Un giorno di splendore e poi muore

Presentazione

 

Parole che camminano dietro le spalle,

suoni che entrano nelle vene,

spazi che si sciolgono nella mente,

ombre diffuse,

gocce nel mare.

 

Scrivere cullando il sonno,

per accarezzarlo

ed assaporare il piacere

dell’assurdo.

 

Viaggi lontani, specchiati nel pensiero,

immagini, ricordi, sapori,

odori che danno vita e forma

a percorsi contorti.

 

Melodie,

rintocchi del creato

che cercano con affanno

un significato.

 

Ti senti e ti tocchi… sei vivo.

Ti confronti con te stesso,

e i tuoi ritmi entrano in ogni cosa,

nei movimenti ripetitivi del microcosmo,

nelle galassie tumultuose che si scontrano

in una danza senza senso.

 

Vuoti interiori

osannano la solitudine umana,

il rifiuto del ruolo nella natura,

della fugace essenza.

 

La perdita della coscienza

che vedi ogni giorno sui volti della gente.

Quel sentirsi in gioco, pedina incontrollata.

Nascita, veglia, ragione, sonno e morte.

 

Tu che leggi

ti senti diverso ma non lo sei.

È un’illusione.

Se guardi nel fondo degli occhi

del bambino appena nato,

nelle pupille del vecchio che muore,

trovi te stesso… per sempre.

 

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